ISTITUTO D'ISTRUZIONE SUPERIORE MATTEI
A scuola di partecipazione

Due mattinate scolastiche coinvolgenti e dense di emozioni sono quelle che noi, studenti del Mattei, abbiamo vissuto il 26 e il 29 novembre, quando, nell’ambito del progetto “A scuola di partecipazione”, abbiamo avuto la possibilità di incontrare alcune persone speciali che ci hanno spiegato la loro attività nell’A.Fa.Di di Fiorenzuola.

Il dott. Gianni Finetti, un arzillo e appassionato psicologo, ci ha introdotto alla conoscenza dei volontari, dei genitori e dei ragazzi che animano l’Associazione e che trovano nella casa in via Teofilo Rossi piacevoli momenti di aggregazione.

Nelle due giornate, ospiti della nostra scuola, sono stati l’educatore professionale, sig. Ugo, i volontari Daniela e Pinuccio e i genitori di ragazzi con disabilità, Carlo e Carla, ai quali si è unita una studentessa del nostro Istituto, Anna Fossati che con le sue parole semplici e profonde ha saputo aprirci nuove prospettive sul tema della disabilità.

Anna è una ragazza che frequenta il quinto anno del Liceo delle Scienze Umane dotata di una diversa abilità. Una delle sue abilità sta nel saper comunicare in un modo molto intenso. Rispondendo alle domande che le venivano via via rivolte, ci ha spiegato come per i ragazzi affetti da disabilità siano importanti l’amicizia e l’affetto dei coetanei e il coinvolgimento in attività quotidiane il più possibili “normali”. Ci ha raccontato anche dei suoi sogni e delle sue speranze per il futuro. Anna adora scrivere e leggere, ha un canale YouTube tramite il quale esprime riflessioni personali e cerca di abbattere pregiudizi di ogni tipo, ma soprattutto dove mostra se stessa da bellissima ragazza qual è, senza paura e senza finzioni. Ci ha spiegato come ogni giorno si impegna per aumentare la propria indipendenza, servendosi della sua carrozzina elettrica e spostando autonomamente oggetti. Ora sta attuando un bel progetto: crea coreografie di balli e li insegna ai ragazzi disabili in collaborazione con Melania, un’amica, anch’essa studentessa del nostri Istituto. Anna ha sottolineato come purtroppo in tanti ambienti, non esclusa la scuola, esistono barriere architettoniche e culturali che incrementano le difficoltà per chi è costretto a muoversi in carrozzina. Con una certa ironia, Anna ha sottolineato come sia frequente che quando le persone vedono un ragazzo o una ragazza con dei deficit insieme a qualcuno, pensino immediatamente che quello sia un operatore o un accompagnatore e non un amico o un fidanzato.

Molto toccante è stato poi il racconto di Carla, mamma di cinque figli, di cui una con disabilità acquisita in seguito ad incidenti. Con la voce rotta dalla commozione, ci ha raccontato di come la propria figlia, prima adolescente sana e indipendente, si sia poi ritrovata in una condizione di disabilità fisica e cognitiva. Con le lacrime agli occhi, ci ha invitato ad apprezzare in modo consapevole la nostra salute, la nostra vitalità e la nostra indipendenza. Ci ha sollecitato ad essere grati di questa condizione e a trasformare i momenti tristi che viviamo nell’adolescenza in momenti positivi dedicando un po’ di tempo a chi si trova nel bisogno. Ne saremo certamente ripagati in termini di sorrisi, di gratitudine e di appagamento.

La signora Daniela ci ha illustrato la sua attività di volontaria raccontandoci in particolare gli episodi di una gita al mare e di un primo Capodanno trascorso insieme ai ragazzi disabili: esperienze di puro divertimento, all’insegna della semplicità e del piacere di stare insieme. Questo per farci capire che siamo tutti uomini, con bisogni, debolezze, sentimenti, periodi piacevoli e periodi impegnativi e che nessuno dovrebbe essere emarginato o isolato, tanto più se ciò dovesse avvenire per malattia o per deficit fisico o psicologico.

Le persone con disabilità hanno un grande bisogno di compagnia, e anche solo le voci gioiose di noi ragazzi possono portare loro il sorriso, come ci racconta il sig. Carlo, padre di Monica che dalla sua veranda sente gli schiamazzi dei ragazzi del Mattei quando escono da scuola e, pur non potendosi esprimere a parole, sorride e dimostra la sua felicità.

Anche il volontario Pinuccio ci ha raccontato la sua esperienza: tanti anni di incontri con i ragazzi dell’A.Fa.Di, tanti anni di esperienze piacevoli e festose.

I disabili sono persone come noi, ma con un dono speciale da offrirci: la consapevolezza dell’importanza della vita.

Alessandra Bacchini 1BL

L’INCONTRO CON DON ALESSANDRO

Venerdì 29 novembre 2019 abbiamo incontrato Don Alessandro che ci ha parlato di problematiche che ci hanno colpito particolarmente, di fatti che non pensavamo esistessero anche nel nostro piccolo paese.

Non immaginavamo che qui a Fiorenzuola potessero esserci degli schiavi. Lo abbiamo scoperto, da un episodio che lo stesso Don Alessandro ci ha raccontato.

 Ci ha parlato, infatti, di un ragazzo con problemi economici e famigliari che è stato costretto ad accettare un lavoro come lavapiatti in un ristorante, per cui il compenso orario ammontava alla “incredibile cifra” di 2,20 Euro. Ci siamo resi che gli schiavi contemporanei non sono più quelli del nostro immaginario con le catene al collo e la palla al piede, ma sono persone che vengono sfruttate e costrette ad umiliarsi per poter sopravvivere.

Un altro episodio per noi sconvolgente è stata la storia di una bambina, che ha avuto la sfortuna di nascer dalla “parte sbagliata” del mondo. Un giorno giocando si è procurata un taglio superficiale sotto il piede, questo piccolo taglio le ha causato il tetano, ma non avendo la possibilità economica di pagare le cure mediche è deceduta.

 Questo ci ha fatto riflettere su quanto siamo fortunati ad abitare in un Paese dove la maggior parte delle cure mediche non sono a pagamento e sono disponibili per tutti.

Ascoltare i racconti di Don Alessandro, che purtroppo non sono storie inventate, ma la triste realtà di tutti i giorni, ci ha suscitato sentimenti contrastanti. Da una parte una grande rabbia per le ingiustizie che ancora percorrono la nostra contemporaneità, dall’altra il desiderio di provare, pur nel nostro piccolo, a compiere azioni solidali per cercare di intervenire e cambiare queste situazioni di povertà, solitudine e sfruttamento

ELENA, CHIARA, LUCIA, ROSSELLA, KLARISA, GAIA classe 3 A ITE

Pubblicata il 07 dicembre 2019

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.